VILLAREAL E SASSUOLO: LE SIMILITUDINI

5 ottobre 2017

Articolo online

Interessante similitudine tra il nostro Sassuolo ed il Villareal, realtà di calcio legate inscindibilmente all’industria locale anche se con prospettive diverse – di Alberto Bortolotti –

Giorgio Squinzi, patron del Sassuolo (ph. Itasportpress)

5 minuti di treno. E’ quanto dista Vilareal, una delle capitali del calcio spagnolo, da Castellon, una delle capitali mondiali della ceramica.

Seguendo una lezione molto interessante fatta dai colleghi di Ceramicanda per l’Ordine dei Giornalisti, si è appreso che il mondo della ceramica è diviso in distretti, Sassuolo per l’Italia, Castellon per la Spagna, più altre località indiane e cinesi. Sassuolo e Castellon hanno in comune lo sviluppo e la promozione del distretto tramite il calcio. Curiosamente, entrambe in leggera trasferta, i “castellonesi” a Vilareal e i sassolesi a Reggio. Fernando Roig Alfonso, proprietario dei colossi Pamesa e Porcelanosa, è l’attuale presidente del Villareal. Giorgio Squinzi, proprietario di Mapei, è presidente del Sassuolo. E anche se l’italiano non produce piastrelle, ma collanti, il settore è il medesimo.

Fernando Roig Alfonso, proprietario del Villareal (ph. Celebrity Family)

Con mossa che potremmo definire ultra-saputiana Roig (che acquisì il club nel maggio ’97) ha addirittura perfezionato da poco una seconda Ciudad Deportiva per crescere i suoi canterani (Squinzi ancora su questo terreno non si è avventurato): in totale sono 13 campi di allenamento! Da ricordare che il Villareal ha fatto 12 partecipazioni a Coppe europee in 14 stagioni (una sola il Sassuolo), vincendo due Intertoto e raggiungendo la semifinale di Champions. Non male per i leader di un distretto ceramico da meno di mezzo milione di abitanti: evidentemente si può fare calcio di livello anche senza essere il Real o la Juve. 110 milioni corrispondono al fatturato del club valenciano, 92 i costi, margine operativo 18 milioni che testimonia di una gestione virtuosa. Da notare la sobrietà dell’intitolazione dell’impianto del Villareal, nome storico Madrigal e che ora si chiama “Estadio de la Ceramica”: così non indulge a “marchette” tanto di moda nel calcio nostrano ma anche nel celebratissimo – non sempre a proposito – football britannico. In pratica, tutte le aziende del comprensorio ne hanno finanziato la ristrutturazione e il nome è “neutro”.

Carlos Bacca, acquisto di prestigio dell’estate 2017 del Villareal (ph. Futbolred)

Impietoso, a favore degli iberici, il confronto sui diritti tv, che porta nelle casse del Villa 54 milioni, a fronte dei 31 dei neroverdi sassolesi. Chiaro che, se non interviene una improbabilissima modifica della torta, il gap verso i club europei – se non gemelli, almeno comparabili, perfino nella popolazione: 41000 a Vilareal, 56000 a Sassuolo – cresce ancora a sfavore delle società italiane. Sarebbe interessante misurare (e può darsi sia avvenuto, ma non pubblicizzato) l’impatto in termini di vendita dei marchi esibiti sulle maglie, e nel mercato interno e in quello continentale (altro dato emerso dal seminario di Ceramicanda: le piastrelle vengono vendute nell’arco di 900 km, questo significa Nord Africa, Portogallo e Francia del Sud per le aziende valenciane, Italia, ex Jugoslavia, paesi “tedeschi” e slavi del centro Europa, Francia dell’est e Benelux per il distretto sassolese). Di sicuro il caso è curioso e dimostra solo che il calcio attraversa tutte le attività e tutti gli interessi della comunità umana.