QUANTI GUAI SULLA VIA EMILIA. ECCETTO IL SASSUOLO

24 luglio 2018

Il quotidiano Libero del 24 luglio descrive i guai delle formazioni emiliane. "Fra la Via Emilia e il West,si intitolava un vecchio disco live di Francesco Guccini. Viene in mente oggi pensando e scrivendo di pallone, dove la Via Emilia è la Via Emilia con le città che la punteggiano, e il West, Far West, è quello di un calcio che smarrisce le strada maestre proprio come quella che taglia una regione tra le più ricche - quarto Pil pro capite in Italia - apparentemente meno angosciate del Paese.Si può partire da Parma, dove la Serie A unghiata in tempi record è stata salvata dalla Figc, e arrivare a Cesena, con stop a Reggio Emilia e Modena,il panorama non cambierà, perché si viaggia nell’incredulità dei fallimenti di club che erano dentro con entrambi i piedi nella grande storia del calcio provinciale italiano.Ricordando,innanzitutto, che tre anni fa a quest’ora si celebrava tra le lacrime il funerale proprio del Parma, sceso tra i dilettanti: e oggi tocca a Reggiana, Modena, Cesena. Le prime due sparite nel giro di pochi mesi, con il Modena che si è dissolto a campionato in corso, due società di tradizione passate di mano in mano fino a terminare in quelle sbagliate,digente foresta, venuta per speculare e finita per fallire: l’ex super-procuratore Antonio Caliendo nella città di Enzo Ferrari,l’ex superstar italo-americana del baseball Mike Piazza a Reggio, tra manovre spericolate, giri strani, insolvenze assortite per milioni di euro che alla fine hanno impiccato i club e i loro tifosi. Il Modena riparte dalla D,la Reggiana forse,lo spettro Eccellenza non è ancora scomparso: il Comune di Reggio ha emesso il bando per la manifestazione di interesse a una nuova società, e non sorprende che tra i requisiti ci sia l’«onorabilità». Speriamo risponda qualche autoctono, qualche imprenditore locale come quelli che hanno sempre assicurato a cavallo tra A e C pane, companatico e più di una soddisfazione: fa specie che tra Reggio e Modena stia Sassuolo, dove l’uomo più ricco di un intero indotto (Squinzi) ha portato una squadra senza tradizione in Europa, a giocarsela con le big.